i 1000 del Cretto

earthquake68.jpg15 gennaio 1968, la lenta tranquillità contadina della valle del Belice subisce un improvviso cambio di rotta.
Il terremoto. Devastante. centinaia di morti.. Earthquake 1968.
40 anni dopo..un film racconta Gibellina: non la storia della ricostruzione in se, delle vite spezzate, del terrore o del disastro..racconta di come la città nuova sia intimamente percepita come un corpo estraneo, con la sua forma urbana innovativa ed artisticamente molto ricca.
Racconta di come si ritenga necessario, invece, che questo corpo estrano venga riassorbito, che riacquisti la propria identità “Gibellinese”.

Una storia cominciata così, per caso.

L’incontro fortuito con un gruppo di ragazzi del luogo che, tramite racconti e dialoghi intessuti tra di loro o coinvolgendo gente incontrata per strada, lentamente, ci cala in una realtà quotidiana condita di sensazioni che forse, così chiare, neanche loro prima avevano mai percepito. Ne esce la consapevolezza di una contrapposizione tra la vecchia e la nuova guardia sulla ricostruzione, eseguita a (speculativa?) distanza di 20Km, all’insegna dell’arte e al di fuori di ogni tradizione contadina dell’epoca.

Nasce l’idea dello scatto al Cretto..i “nuovi” Gibellinesi sul vecchio territorio, sulla discussa opera di Burri. Il tentativo di ritrovare un’unica identità Gibellinese: il Cretto non come un sepolcro per la memoria, ma riavvicinamento emotivo di Gibellina con suoi vecchi abitanti.

Questo almeno secondo la neurovisione…
…ci rendiamo conto che in pochi avranno visionato questo film-documentario (Earthquake 68, di Emanuele Svezia, tra l’altro ricco di talentuosi attori emergenti!).
A noi privilegiati spettatori è piaciuto comunque darne un estratto Neurovisionario, con l’intenzione di rendere omaggio a questo film e a quella terra..
..omaggio un po’ ritardatario, anche per via del nostro lungo letargo.

Vostro..

Mr.Brown

i 1000 del Crettoultima modifica: 2011-01-12T17:10:00+00:00da neurovisioni
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