Maestri animati…

2056a17067c5f96f0eeea5fb41c4c9c6.jpgUna generazione… la mia generazione… è fondamentalmente inquieta, estremamente sensibile, sicuramente perdente e perduta… nell’animo.

“Le colpe dei padri” o la “lezione dei maestri”?

Che dire se non qualcosa di superfluo, i padri si sa, non sono mai certi, perché mai dovrebbero esserlo le loro colpe… i maestri si sa, anche loro non sono mai certi, sempre più precari, perché mai dovrebbero esserlo le loro lezioni…

Colpe e lezioni di “cartone” quindi… senz’ anima….

Quanti pensieri e pesantezze per rintracciare le origini di un malessere generazionale…

Poi, come spesso accade, una sera noiosa, uno zapping di troppo… e mi appare su di una rete locale “L’ape Magà'”, ed ecco l’illuminazione e la risposta: cartone e anima si incontrano nell’era dei padri e illuminano con lezioni sublimi, accompagnando una generazione intera… cartoni animati! Mentori… maestri animati.

La nostra generazione è stata segnata da un imprinting anomalo e solitamente giapponese, è cresciuta seguendo le vicende di una serie di personaggi multiproblematici. Ad iniziare dal “re”, il bambino più sfigato della terra: Remì, che riesce in un viaggio alla ricerca della mamma a perdere uno dopo l’altro tutti i suoi  compagni. Nella stessa categoria Heidi, Candy Candy, Pelin, Rocki Joe e il più controverso Ciobin, una nocciolina che affronta mille avversità per ritrovare la mamma dalle sembianze umane.
Tra i più valorosi e forti un’altra moltitudine di problemi esistenziali, da Sam il ragazzo del west, orfano e adottato da una banda di fuorilegge,  l’uomo tigre proveniente da un orfanotrofio e allevato da famigerati lottatori, a Roki Joe, pugile orfano dal passato oscuro e triste. Molti di loro si sono dedicati alla Walkie race, una corsa automobilistica  aperta a quei personaggi che possono solo correre nella vita, per sfuggire a loro stessi e cercare un senso alle loro stranezze… perché se vivi con un orso che gonfia palloni, con un gemello cavernicolo o consapevole che l’unico che ti asseconda è un cane muto che ride delle tue disgrazie… non hai molte speranze.
A sto giro non si sono salvati neanche insetti e animali, non c’è stata ape senza una vita travagliata ne cagnolino non perseguitato dalle sfighe più nere, come Spank, un cane dalla testa quadrata con una lacrima sempre pronta a spuntare come un gavettone dal suo occhio sinistro, per poi riuscire a gioire per un non nulla… schizofrenico.
Maestri animati!… con questo bagaglio di esempi e ricordi non fatico a credere che sia rimasto nella nostra generazione un alone di nostalgia e inquietudine….
Per la generazione successiva sono arrivati invece i miti dello sport, i super eroi, gente vincente, sportivi, bellocci e moderni, con altro piglio e portatori di speranza.

Ma io, come tanti, continuo a preferire i miei eroi sfigati…… e se dovessi scegliere dei “maestri animati” sceglierei sempre loro, con le loro debolezze e quella malinconia che con tanta delicatezza sono riusciti a trasmettere ad un’intera generazione.

In fondo siamo un po’ tutti Ciobin…. con l’invasato di turno che urla “il mondo è mio” saltelliamo qua e la alla ricerca di qualcosa….
Sicuramente in questo post avrò sbagliato i loro nomi, ma sono più vive in me le immagini e devo finalmente ammetterlo, la voglia di mangiare prima o poi una di quelle pagnotte che Petar smezzava sempre con Heidi e che da bambino mi facevano inginocchiare davanti alla tv per essere compreso nella spartizione e ritrovare così il senso profondo e mistico del… “Dacci oggi il nostro pane quotidiano…”.

Mr.Blond